Cambiare lavoro – cercare lavoro – mettersi in proprio – essere una buona madre – essere una buona moglie – essere se stesse – crescere – sognare – costruire – realizzarsi…

Il colloquio di lavoro è uno scambio di informazioni fra l’azienda ed un potenziale nuovo collaboratore, e serve per valutare e capire se “l’uno è giusto per l’altro”.

Poichè il tempo a disposizione durante il colloquio non è molto, è importante prepararsi adeguatamente per i seguenti motivi:

  • presentare se stessi nel modo migliore
  • ottenere le informazioni necessarie per capire se il lavoro e l’azienda rispecchiano le proprie aspettative

Come prepararsi qualche giorno prima

Per prepararsi al colloquio in modo efficace è importante focalizzare la propria attenzione sulle qualifiche e l’esperienza specifica necessaria per la posizione. In pratica, ecco cosa si può fare:

  • Stilare un elenco di tutti i lavori e progetti gestiti in passato, e valutare per ognuno in che modo siano state applicate le competenze e l’esperienza richiesta nella posizione offerta;
  • Individuare e descrivere i propri maggiori successi professionali;
  • Scrivere o spiegare ad un’amico perchè si è interessati alla posizione offerta;
  • Capire in quale modo si intende contribuire al successo dell’azienda nel breve termine;
  • Trovare un esempio di una grossa difficoltà affrontata in passato (in ambito lavorativo) e come ci si è comportati per risolverla;
  • Individuare i propri maggiori punti di forza, e come questi possono essere di beneficio all’azienda;
  • Individuare tre punti deboli che non rappresentino una minaccia per l’azienda;
  • Spiegare per quale motivo l’azienda dovrebbe assumere proprio noi;
  • Raccogliere più informazioni possibili riguardo all’azienda: visitare il sito internet, leggere articoli nei media, parlare con dipendenti (se possibile);
  • Raccogliere più informazioni possibili sulla posizione da ricoprire, inclusa la possibile remunerazione per una posizione simile;
  • Preparare un elenco di domande specifiche e rilevanti da porre all’interlocutore, con lo scopo di dimostrare interesse e di raccogliere le informazioni necessarie per valutare meglio un’eventuale proposta.

Come prepararsi il giorno stesso

  • Vestirsi e pettinarsi in modo adeguato. La prima impressione è quella che conta.
  • Portarsi un promemoria con le domande da porre, e con alcune parole chiave che ricordino perchè si è la persona giusta per la posizione.
  • Fare qualche bel respiro profondo, prepararsi ad incontrare l’interlocutore con un sorriso, guardandolo negli occhi, con una stretta di mano decisa e bilanciata (nè troppo molle, nè troppo forte).
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Costruire una mappa mentale è abbastanza semplice. (Se non sai cos’è una Mappa Mentale, clicca qui). Per iniziare, prova così:

  1. Prendi un foglio grande (A4, formato lettera) e mettilo sul tavolo in orizzontale.
  2. Prendi pennarelli colorati, pastelli colorate o penne colorate. Anche se avessi un colore solo, va bene lo stesso. L’importante è iniziare.
  3. Scegli un argomento semplice per fare pratica con la tua prima mappa. Ad esempio, organizzare la tua giornata.
  4. Al centro del foglio, scrivi ‘La mia giornata’ o ‘Lunedì’ o ‘Giornata organizzata’, qualsiasi cosa che renda bene l’idea di ciò che vuoi. Puoi aggiungerci uno smiley o disegnini. Cerchia il testo.
  5. Con un altro colore, fai partire un ramo (come il ramo di un albero) dal cerchio centrale e scrivi quello che ti viene in mente, ad esempio ‘Lavoro’. Cosa devi fare di importante oggi, per il tuo lavoro? Disegna un nuovo piccolo ramo per, ad esempio ‘Presentazione cliente’, e poi per ‘Chiamare Camera di Commercio’, ecc.
  6. Cos’altro vuoi/devi fare oggi? Prendi un nuovo colore, e fai partire un nuovo ramo dal centro, ad esempio per ‘Famiglia’. Qui proseguirai con altri piccoli rami, ad esempio uno per ‘Quaderni in cartoleria’,  e poi uno per ‘Prenotare ristorante’, ecc.
  7. Prosegui allo stesso modo per tutto ciò che ti viene in mente che è importante per te oggi. Puoi aggiungere immagini o disegnini, tutto ciò che vuoi: E’ la tua creazione!

Che confusione

A prima vista, una mappa mentale può sembrare una grande confusione. Beh, mai quanto la grande confusione che possiamo avere in testa noi! La mappa mentale serve a noi stessi, nel momento stesso in cui la disegnamo. Ci aiuta nell’immediato. Il giorno dopo, può già sembrarci confusa. Ma l’importante è ciò che la mappa ci da nel momento presente.

Procedure diverse

Il metodo classico sviluppato da Tony Buzan prevede che si scriva sempre solo una parola chiave, piuttosto che più parole o una frase. A mio parere, ciò che ti aiuta nel modo migliore è il modo giusto. (Per l’esempio riportato sopra ho usato il programma iMind Map di http://www.thinkbuzan.com)

Benefici

Quando avrai imparato il concetto e fatto un pò di pratica, ti renderai conto di quanti campi di applicazione abbiano le mappe mentali. Ad esempio per prendere decisioni importanti, per organizzare una riunione, per pianificare un progetto, per comprendere meglio un concetto, ecc. A volte, disegnare una mappa mentale da sè può risultare difficile, soprattutto per situazioni complesse. Un amico che conosce le mappe mentali, oppure un coach professionale possono aiutarti a fare chiarezza in pochissimo tempo.

Buon divertimento! E se hai voglia di condividere le tue esperienze con le mappe mentali, lascia un commento. Grazie!

Mappe Mentali

Sono affascinata dalle Mappe Mentali. Le Mappe Mentali (Mind Mapping) sono state ideate dallo psicologo inglese Tony Buzan intorno al 1960, perchè aveva difficoltà di apprendimento durante gli studi, e cercava quindi un metodo diverso e più efficace di quello tradizionale.

Inizialmente introdotte come un innovativo metodo per prendere appunti, dopo numerosi studi sulle modalità di elaborazione del pensiero da parte della mente, sono diventate uno strumento per la generazione delle idee e la rappresentazione del pensiero mediante associazioni non lineari.

Il concetto è stato sviluppato sulla base della differenza funzionale dei due emisferi cerebrali:

  • Emisfero sinistro, che elabora le informazioni in modo analitico, lineare, logico, razionale e verbale (liste, elenchi, classiche tabelle, ecc.)
  • Emisfero destro, che elabora le informazioni in modo intutitivo, emotivo, visivo (immagini, simboli, colori, arte, ecc.)

Ad esempio, i metodi classici di apprendimento stimolano prevalentemente l’emisfero sinistro, quello analitico e razionale. Però, moltissime persone rispondono molto meglio a stimoli che coinvolgono l’emisfero destro, quindi immagini, colori, emozioni.

Tony Buzan, attraverso le sue ricerche, è riuscito a sviluppare una modalità che permette collegare, e quindi di far lavorare meglio in sinergia l’emisfero sinistro e quello destro. Come? Attraverso la creazione di una sorta di diagramma nel quale i concetti vengono presentati in forma grafica: l’idea principale si trova al centro del diagramma, mentre le informazioni e dettagli più approfonditi vengono collegati con ramificazioni verso l’esterno.

Per cosa sono utili le Mappe Mentali?

  • Per trovare nuove soluzioni a problemi complessi.
  • Per chiarire un concetto.
  • Per organizzare e pianificare progetti complessi.
  • Per esplorare nuove idee.
  • Per ottenere una panoramica globale in una situazione complessa.

Chi usa le Mappe Mentali?

Chiunque può creare e usare le mappe mentali: gli studenti per lo studio, project manager per gestire progetti, squadre di lavoro, imprenditori, coach, consulenti, casalinghe che vogliono organizzare una cena, una festa, una vacanza, o anche solo le attività settimanali.

Se vuoi provare a costruire una mappa mentale, clicca qui: Come costruire la tua mappa mentale

Sai quei momenti in cui pensi: “Ma perchè faccio così fatica, mentre per gli altri sembra così facile?“, oppure “E’ inutile, non sono tagliata per questo“?

Un esempio banalissimo: Io non ce la faccio proprio a fare la besciamella secondo la ricetta classica. Ci ho provato in passato, ma l’unica cosa che ottenevo era un insieme di grumi di farina e burro, che alla fine dovevo buttare. Visto che però non volevo rinunciare alla besciamella (vivevo in Germania da sola e mi mancava il buon cibo italiano!) mi ero dovuta ingegnare per farla diversamente. Trovai il modo (così semplice!!!) e la mia besciamella è un gustoso punto forte ancora oggi.

Non seguo la ricetta

Beh, forse stai semplicemente cercando di sforzarti a seguire la ricetta classica di qualcun’altro. Chi ha stabilito che per studiare bisogna seguire il metodo classico? Che per costruire un Business Plan (un piano di business per una nuova attività imprenditoriale) bisogna per forza usare gli schemi freddi, noiosi e senza vita che ti propongono in internet?

Ci sono tantissimi strumenti che non utilizziamo, che si adattano molto meglio alla nostra personalità. Ad esempio le Mappe Mentali, ma anche moltissimo altro.

La tua individualità non ha ragione di affermarsi solo in cucina. Puoi esprimere la tua individualità anche cercando metodi e strumenti nuovi che ti aiutano in modo più efficace. Cosa ti riesce difficile fare, attualmente? Cosa potresti sperimentare di diverso?

Ci vuole coraggio per andare contro gli schemi. Ma alla fine, cosa conta veramente? Il metodo e gli strumenti che usi, o il risultato? Io sono decisamente per il risultato!

Tratto dal libro Ritorno all’amore di Marianne Williamson (Titolo originale: “A Return to Love: Reflections on the Principles of a Course in Miracles” – Harper Collins, 1992)

“La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.

E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ”

In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.”

Titolo provocatorio, lo ammetto. Però, per me sono vere entrambe queste frasi:

  • Il successo dipende da me stessa
  • Il successo dipende dagli altri

Il successo dipende da me stessa, perchè credo fermamente nel fatto che se voglio che qualcosa cambi (in meglio) non posso semplicemente aspettare che qualcun’altro le cambi per me. Anche se sembra la strada più comoda e facile. Ma così facendo, passerei la vita ad aspettare che il marito cambi, che il lavoro cambi, che la situazione economica cambi. Se voglio ottenere qualcosa che sia importante per me (e quindi avere successo), devo essere pronta a prendere il toro per le corna. Posso cambiare la mia attitudine, le mie abitudini, anche i miei pensieri e le mie azioni. E questo avrà inevitabilmente un impatto sugli altri.

Ma allora perchè il successo dipende dagli altri?

Perchè nessuno è solo su questa terra. Ciò che ci dicono gli altri, come ci trattano gli altri influenza il nostro modo di pensare e di agire. Se sentiamo continuamente “Sei un’incapace”, finiremo per crederci. Con il risultato che, senza accorgercene, ci metteremo continuamente il bastone fra le ruote da sole.

Cosa fare se siamo circondati da persone che non credono in noi?

Non possiamo cambiare le persone che hanno fatto parte del nostro passato. Ma possiamo cambiare le persone con cui ci circondiamo nel nostro presente.

Tutti, dico tutti, abbiamo bisogno di qualcuno che creda in noi. Tutti abbiamo bisogno di essere confortati quando siamo abbattuti, tutti abbiamo bisogno di essere incoraggiati quando ci sentiamo delle incapaci. E se fosse anche solo una persona, una sola persona al mondo che crede in noi, è il nostro dovere cercarla. Lo facciamo per noi stesse, per amore verso noi stesse, perchè ci meritiamo di avere qualcuno che crede in noi e che ci dia parole di incoraggiamento.

E ognuno di noi può trovare almeno una persona al mondo che abbia delle parole di forza, fiducia e coraggio. Può essere un’amica sincera, un gruppo di persone con cui ti trovi a tuo agio, qualcuno che condivida i tuoi stessi valori. Può diventare parte della tua squadra vincente.

Crea la tua squadra vincente

Chi conosci, che potrebbe entrare a far parte della tua squadra vincente?

Anche se per il momento fosse una sola persona, a chi vorresti esprimere gratitudine?

Se non conosci proprio nessuno di incoraggiante, dove potresti trovare qualcuno?

Un abbraccio con grande affetto!

Myriam

Era il 2008 (o forse il 2009?), e per caso lessi un articolo piuttosto provocatorio sulle donne. Incuriosita, scoprii che era stato scritto da una giornalista americana che vive da anni in Italia, Claudia Flisi. Avevo letto con interesse il suo profilo professionale, scriveva da anni per l’International Herald Tribune, era stata in diversi Paesi sperduti del mondo per raccogliere storie e condividerle secondo la sua prospettiva, aperta e schietta.

Mi piaceva, mi sembrava una donna in gamba. Decisi di mandarle una mail, ed ebbi il piacere di conoscerla di persona. Da allora siamo in contatto, e Claudia continua ad essere una fonte di ispirazione.

Voglio dire Grazie, Claudia, perchè già la prima volta in cui ci incontrammo tu mi dicesti che avrei potuto fare grandi cose per le donne in Italia, che avrei potuto essere di ispirazione, che avrei potuto incoraggiarle e motivarle. Tuttavia, per quanto quelle parole mi facessero molto piacere, facevo fatica ad accettarle. Qualcosa dentro di me opponeva resistenza, ed era più forte di me.

Oggi, 4 anni dopo, sono pronta ad ascoltare, sono pronta a fare. Questo è il momento. Non so dove mi porterà questo progetto di Donne in Movimento, ma sento che c’è una spinta più grande, più forte di me a cui non posso più opporre resistenza. E allora mi butto, e vado con l’onda.

Grazie Claudia, per aver visto qualcosa in me che io non riuscivo a vedere. Sei una donna straordinaria.

– Potete trovare maggiori informazioni su Claudia Flisi sul suo sito www.flisi.net